Il 25 maggio 1782, nella Chiesa dell’Immacolata a Torino, Brunone Lanteri viene ordinato sacerdote dall’arcivescovo Mons. Costa di Arignano. Pochi mesi dopo consegue brillantemente il dottorato in Teologia.

Da quel momento il suo cammino prende una forma sempre più concreta. Padre von Diesbach, che conosce bene le sue capacità ma anche la sua salute fragile, lo orienta verso uno stile di ministero adatto a lui: non grandi prediche dal pulpito, ma una parola più vicina, personale, capace di accompagnare piccoli gruppi e singole persone, soprattutto attraverso gli Esercizi spirituali.

Brunone si prepara poi con grande serietà al ministero della Riconciliazione. A quel tempo, prima di poter confessare, un giovane sacerdote doveva seguire un corso di Teologia Pastorale e superare un esame specifico. Lanteri comprende presto quanto sia importante offrire ai sacerdoti non solo una formazione intellettuale, ma anche una comunità e un sostegno concreto.

I giovani preti che studiavano a Torino, infatti, vivevano spesso da soli, senza un ambiente che li accompagnasse. Questa situazione lo colpisce profondamente. Nasce così in lui un desiderio che non lo lascerà più: creare un luogo nel quale i sacerdoti possano vivere, formarsi e sostenersi reciprocamente. Più avanti quell’intuizione prenderà forma nel Convitto Sacerdotale.

Diesbach gli suggerisce anche di conoscere bene i libri, le idee e ciò che accade nel mondo. Per Brunone, quindi, essere sacerdote non significa chiudersi lontano dalla realtà, ma imparare a leggerla con attenzione e intelligenza.

In quegli anni arriva anche un nuovo dolore: il 31 ottobre 1784 muore suo padre Pietro. Brunone eredita beni importanti, ma non permette che la preoccupazione per il patrimonio decida la sua vita. Affida gli affari di famiglia a una persona di fiducia e torna a Torino.

La sua priorità è un’altra: vivere pienamente il proprio sacerdozio.

Il 22 ottobre 1785, dopo aver completato la formazione pastorale, riceve finalmente la facoltà di esercitare il ministero della confessione.

Brunone sta imparando che una vocazione non consiste soltanto nel dire “sì” una volta. Significa scegliere, giorno dopo giorno, a che cosa dare il proprio tempo, le proprie energie e il proprio cuore.

Sacerdote per servire

Lasciati interrogare

Che cosa occupa oggi la maggior parte del tuo tempo e delle tue energie?

Le tue capacità sono per te soltanto qualcosa da valorizzare o anche un dono da mettere al servizio degli altri?

Sai accettare i tuoi limiti senza pensare che ti rendano inutile?

C’è una fragilità che potrebbe aiutarti a trovare un modo personale e autentico di servire?

Quanto conosci davvero ciò che accade intorno a te?

Se dovessi scegliere tra possedere di più ed essere più libero, che cosa sceglieresti?

Una piccola sfida

Guarda con sincerità una tua capacità e un tuo limite. Prova a chiederti: «Signore, come posso servirti proprio con ciò che sono, senza aspettare di diventare perfetto?» Poi scegli un gesto concreto di servizio da compiere nei prossimi giorni, usando uno dei doni che hai ricevuto.

Preghiamo

Signore Gesù, insegnami a fare della mia vita un servizio.

Aiutami a riconoscere i doni che mi hai affidato e a non vergognarmi dei miei limiti.

Mostrami il modo unico con cui posso amare e servire.

Liberami da ciò che mi trattiene, dalla paura di perdere e dal desiderio di possedere.

Donami un cuore attento alle persone, alla Chiesa e al mondo, perchè ciò che sono possa diventare un dono per gli altri.

Amen.