Quando Brunone riceve la Cresima nel 1772, ha tredici anni. Due anni prima suo fratello Giuseppe aveva lasciato la famiglia per diventare francescano. Non sappiamo quale effetto abbia avuto su di lui quella scelta, ma negli anni successivi comincia a maturare anche in Brunone il desiderio di consacrare la propria vita a Dio.

Suo padre, intanto, immagina per lui un futuro diverso. Brunone è particolarmente portato per la matematica e Pietro Lanteri lo vedrebbe volentieri diventare professore. Ma dentro il giovane cresce un’altra domanda: che cosa vuole Dio dalla mia vita?

Nel 1776, a diciassette anni, Brunone prende una decisione importante. Chiede al padre il permesso di entrare nella Certosa di Chiusa di Pesio, non lontano da Cuneo. Vuole diventare monaco certosino e dedicare interamente la propria vita a Dio.

L’esperienza, però, non dura a lungo. La sua costituzione fisica è troppo fragile per sostenere l’austerità della vita certosina. Brunone deve lasciare la Certosa e tornare a casa.

Potrebbe sembrare un fallimento. Aveva creduto di aver trovato la propria strada e invece deve ricominciare.

Ma il desiderio di consacrarsi al Signore non lo abbandona.

Rientrato in famiglia, rilegge la propria esperienza e continua a interrogarsi. Comprende che forse Dio lo sta chiamando davvero, ma attraverso una strada diversa da quella che aveva immaginato. D’accordo con suo padre, si rivolge allora al vescovo di Mondovì e chiede di poter vestire l’abito ecclesiastico, iniziando così un nuovo tratto del suo cammino verso il sacerdozio.

La vocazione di Brunone non nasce quindi da una certezza immediata. Passa attraverso tentativi, limiti, porte che si chiudono e nuove possibilità che lentamente si aprono.

A volte anche la nostra strada si chiarisce così: non sapendo tutto fin dall’inizio, ma continuando a cercare.

Una chiamata che cerca la sua strada

Lasciati interrogare

Hai mai pensato seriamente a che cosa vuoi fare della tua vita, al di là di ciò che gli altri si aspettano da te?

Riesci a distinguere tra i tuoi progetti, le aspettative degli altri e ciò che Dio potrebbe chiederti?

Come reagisci quando una strada nella quale avevi creduto si chiude?

Riesci ad accettare che anche i tuoi limiti possano aiutarti a comprendere meglio la tua vocazione?

C’è un desiderio profondo che continua a tornare dentro di te?

Sei disposto a cambiare strada senza rinunciare alla ricerca?

Una piccola sfida

Prenditi qualche minuto di silenzio e prova a completare questa frase: «Signore, pensavo che la mia strada fosse..., ma forse tu mi stai invitando a...» Non preoccuparti di trovare subito la risposta giusta. Porta semplicemente davanti a Dio ciò che desideri, ciò che temi e ciò che ancora non comprendi.

Preghiamo

Signore Gesù, non sempre comprendo la strada che stai aprendo davanti a me.

A volte una porta si chiude proprio quando pensavo di aver trovato la mia direzione.

Donami allora la libertà di ricominciare e la pazienza di continuare a cercare.

Aiutami a riconoscere i miei limiti senza lasciarmi fermare da essi.

Fa’ che sappia ascoltare la tua voce anche quando mi conduce per vie diverse da quelle che avevo immaginato.

E quando mi domandi un passo nuovo, donami il coraggio di compierlo.

Amen.