Brunone Lanteri nasce a Cuneo il 12 maggio 1759 e viene battezzato quello stesso giorno. Cresce in una famiglia profondamente cristiana. Suo padre Pietro, medico conosciuto e stimato, e sua madre Margherita Fenoglio vivono la fede soprattutto attraverso la carità verso i poveri e i bisognosi.

Ma l’infanzia di Brunone è segnata molto presto dal dolore. La famiglia Lanteri conosce più volte la morte di alcuni figli ancora piccoli e, quando Brunone ha appena quattro anni, muore anche sua madre Margherita, a soli trentaquattro anni.

Davanti a una perdita così grande, suo padre compie un gesto destinato a lasciare un segno profondo nella vita del bambino. Lo conduce davanti a un’immagine della Madonna e gli dice:

«Figlio mio, d’ora in poi Maria Santissima sarà la tua mamma.

Amala come un vero figlio e ricorri sempre a lei».



Brunone non dimenticherà mai quel momento. Molti anni dopo, parlando ai suoi Oblati, dirà con commozione:

«Quasi non ho conosciuto altra madre che Maria Santissima

e da una Madre così buona non ho ricevuto altro che carezze».



Un’esperienza nata dentro una ferita diventa così, lentamente, una relazione di fiducia. Maria non cancella la perdita della madre, ma accompagna Brunone dentro quella mancanza e gli insegna a non affrontare da solo la fragilità della vita.

Questa presenza materna accompagnerà tutta la sua storia e diventerà parte essenziale della spiritualità che trasmetterà agli Oblati di Maria Vergine. Al cuore di questa vocazione ci sarà proprio Maria: la donna che offre Gesù al Padre e insegna a fare della propria vita un dono.

Una Madre che resta

Lasciati interrogare

Riesci a riconoscere che anche alcune tue convinzioni potrebbero avere bisogno di essere riviste?

Chi sono le persone che ti aiutano a vedere più chiaramente la tua vita e la tua fede?

Quando qualcuno mette in discussione il tuo modo di pensare, ti difendi subito o provi ad ascoltare?

La tua immagine di Dio genera fiducia e libertà oppure soprattutto paura e rigidità?

C’è qualcosa che oggi senti di voler affidare completamente al Signore?

Che cosa significa, concretamente per te, dire: «Tutto a Gesù»?

Una piccola sfida

Pensa a una persona che, in qualche momento della tua vita, ti ha aiutato a crescere, a cambiare idea o a vedere Dio in modo nuovo. Ringrazia il Signore per lei. Poi chiediti: «Signore, c’è qualcosa nel mio modo di pensare o di vivere che oggi vuoi trasformare?» Rimani qualche minuto in silenzio, senza cercare di difenderti e senza pretendere una risposta immediata.

Preghiamo

Signore Gesù, liberami dalla paura di cambiare.

Quando le mie idee diventano troppo rigide, donami l’umiltà di lasciarmi interrogare.

Quando penso di sapere già tutto, mettimi accanto persone capaci di aiutarmi a vedere più lontano.

Come Brunone, voglio affidarti la mia vita.

E con Maria voglio imparare a dirti un “sì” sempre più libero e sincero.

Tutto a Te, Gesù, per le mani di Maria.

Amen.